Miti, riti, santerie. Un nuovo corso di scrittura online con Laura Pariani e Nicola Fantini.

“Cos’è un mito? Perché nel corso dei secoli tanti artisti hanno sentito il bisogno di rappresentare i miti? Da dove viene, nella nostra contemporaneità che sembra avere il nichilismo come orizzonte diffuso, il
persistere della vitalità del mito?”

Precisa come la freccia di Artemide, Laura Pariani inquadra la traiettoria del corso che, insieme a Nicola Fantini, condurrà online a partire da marzo. Intorno al mito, come fondazione dell’umano, ma anche come materia creativa: tra letteratura e linguaggi altri (il cinema, la pittura). E in una prospettiva larga: extraeuropea, trasversale, di contaminazione.

Siamo al quarto anno di questa produttiva carovana di lettura e scrittura: dopo aver immaginato fantasmi e indagato i sentieri del perturbante, dopo avere riletto gli spazi domestici e quelli abbandonati, arriva la volta di ragionare su mitologia e ritualità, su patrimoni leggendari e archetipi.

E, naturalmente, si camminerà per sentieri originali. Sono le letterature extraeuropee la prospettiva scelta: i miti d’acqua dell’Africa animista con Mia Couto, i riti di matrimonio e vedovanza dalla cultura indù nelle pagine di Bulbul Sharma, l’eredità precolombiana che riaffiora in Elena Garro, gli animali totemici del Nord-America e la tradizione maori (con incursioni molteplici tra la ricerca di Levi-Strauss, Picnic a Hanging Rock di Joan Lindsay e L’ultima onda di Peter Weir).

Da lettori – e, per chi vuole, da scrittori – si cercherà di ripensare i miti in forme adatte a noi.

Per chi è interessato, tutte le informazioni si trovano qui.

Per chi è curioso di quello che è successo nelle puntate precedenti, trovate un racconto di Gregorio Carraro qui.

Questa è invece una intervista a Laura Pariani e Nicola Fantini realizzata per la stagione online Connessioni dal Teatro Dal Verme di Milano.

E, infine, qui un mio articolo sul nuovo libro di Laura Pariani, Selvaggia e aspra e forte (La Nave di Teseo).

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Miti, riti e santerie. Tutte le info.

Miti, riti e santerie. Scrivere il mito.


6 lezioni di lettura e scrittura per esplorare la letteratura extraeuropea e scoprire come i miti ci abitano oggi.


Testi di Mia Couto, Bulbul Sharma, Salman Rushdie, Elena Garro, Keri Hulme, Joan Lindsay, Ursula K. Le Guin.


“Un piccolo corso speciale per chi non ha paura del fantastico,
sapendo che la sua verità è una sfida, e persino una minaccia,
a tutto ciò che nel quotidiano trantran è fasullo, inutile e volgare;
e per chi ritiene la scrittura uno degli strumenti principali per elaborare il proprio
vissuto e comunicarlo agli altri”
.

6 lezioni, per 6 mercoledì, a partire dal 12 marzo 2025.
Dalle 20.30 alle 22.30, online.

Il calendario:
12 e 26 marzo
9 e 23 aprile
7 maggio

A un mese di distanza dall’ultimo incontro, ci rivedremo per il commento e l’analisi dei testi di chi vorrà
cimentarsi con la scrittura.
Appuntamento di chiusura: 11 giugno.


Per informazioni e iscrizioni, scrivete pure a michela.fregona@gmail.com

I docenti:

Laura Pariani

Laura Pariani è nata a Busto Arsizio nel 1951. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d’oro (Sellerio, Premio Grinzane Cavour). Ha poi pubblicato, per Sellerio, Il pettine (1995) e La spada e la luna (1996). Presso Rizzoli sono usciti La perfezione degli elastici (e del cinema) (1997, Premio Selezione Campiello), La signora dei porci (1999, Premio Grinzane Cavour), La foto di Orta (2001, Premio Vittorini), Quando Dio ballava il tango (2002), L’uovo di Gertrudina (2003, Premio Selezione Campiello), La straduzione (2004). Ha inoltre pubblicato per Effigie Il paese dei sogni perduti. Anni e storie argentine (2004) e Patagonia blues (2006), per Casagrande Il paese delle vocali (2000) e Tango per una rosa (2005), per Alet I pesci nel letto (2006).
Per Einaudi ha pubblicato Dio non ama i bambini (2007), Milano è una selva oscura (2010), La valle delle donne lupo (2011), Questo viaggio chiamavamo amore (2015) e «Domani è un altro giorno» disse Rossella O’Hara (2017).

Ha all’attivo una ventina di opere teatrali rappresentate in Italia e all’estero. Ha partecipato alla sceneggiatura del film di Gianni Amelio Così ridevano (Leone d’oro 1998).

Per La Nave di Teseo ha pubblicato Apriti, mare! (2021) e Selvaggia e aspra e forte (2023).


Nicola Fantini

Nicola Fantini è nato nel 1962 in un piccolo centro della Val d’Ossola. È scrittore e traduttore dall’inglese e dall’ispanoamericano.
Ha lavorato nel campo del reportage in ambito sudamericano e ha scritto opere di narrativa di genere, dalla fantascienza al romanzo gotico. 

Tra i suoi libri ricordiamo: La setta delle catacombe (2008, Barbera) e, con Laura Pariani, Nostra Signora degli scorpioni (2014, Sellerio), Che Guevara aveva un gallo (2016, Sellerio) e Arrivederci, signor Čajkovskij (2019, Sellerio).

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CASE dell’altro mondo: un nuovo corso con Laura Pariani e Nicola Fantini

“Di solito gli spettri vengono associati a luoghi sinistri: castelli diroccati, cimiteri, paludi al chiar di luna, binari che si perdono nella nebbia, moli deserti e bui… Più inquietanti però sono i fantasmi a cui gli scrittori permettono di mescolarsi alla nostra vita quotidiana in pieno giorno e in ambienti che ci sono familiari. Perfino la nostra casa, che dovrebbe essere il posto più sicuro per ciascuno, può rivelarsi a volte sotto una luce diversa dal solito diventando lo spazio più pericoloso, in una terribile inversione della normalità”.

Così scrive Laura Pariani, che, con Nicola Fantini, guiderà il terzo corso online dedicato alla letteratura del fantastico.

Dopo i fantasmi d’amore (e altro!), dopo i racconti del perturbante, questa volta tocca alle abitazioni dell’immaginario: come, quanto, quando i luoghi trattengono frammenti e ricordi del loro passato, e in che modo agiscono sul nostro presente?


  “A questo proposito esploreremo alcune storie di fantasmi: l’inizio del genere, con i britannici Edward Frederick Benson e Montague Rhodes James, che paradossalmente partono da una cifra narrativa realistica per minare alle radici la coerenza stessa del reale; i miti mostruosi del caposcuola del terrore, lo statunitense Howard Phillips Lovecraft; l’horror-fantasy-erotico dell’inglese Angela Carter; la spiritualità oscura dell’argentina Mariana Enriquez”.

Letture, analisi, connessioni, incursioni nell’anima dei luoghi si avvarranno sia di agganci con la realtà (verrà dato spazio anche a località reali circondate da leggende spettrali) sia agli spazi creati per alcuni film ( Images di Robert Altman; Shining di Stanley Kubrick; Zeder di Pupi Avati; The Others di Alejandro Amenábar).

Per chi inoltre fosse interessato alla scrittura, è prevista una parte di produzione.

Per chi è interessato, tutte le informazioni si trovano qui.

Per chi è curioso di quello che è successo nelle puntate precedenti, trovate un racconto di Gregorio Carraro qui.

Questa è invece una intervista a Laura Pariani e Nicola Fantini realizzata per la stagione online Connessioni dal Teatro Dal Verme di Milano.

E, infine, qui un mio articolo sul nuovo libro di Laura Pariani, Selvaggia e aspra e forte (La Nave di Teseo).

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Maddalena Vaglio Tanet: “Tornare dal bosco”

Il suicidio di una bambina, la scomparsa di una maestra: in mezzo, una piccola comunità di montagna, il senso profondo di un mestiere, il legame umano e l’estrema ribellione per la violenza. È un romanzo di singolare caratura, quello di Maddalena Vaglio Tanet: si addentra in territori di ombra e di ferita, di mistero e di scelta. Scritto in una lingua precisa, densa, schietta anche quando affronta luoghi in cui è il chiaroscuro a fare la tessitura dominante, “Tornare dal bosco”, pubblicato da Marsilio, è candidato al Premio Strega.

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Eliana Liotta: dieci volte Scienze per la Vita

Procedere con curiosità, procedere con autorevolezza, procedere con semplicità. In tempi in cui la scienza fa prodigi, far arrivare il sapere con cognizione a tutti è una partita per nulla scontata. Eliana Liotta, giornalista, divulgatrice scientifica e autrice di best-seller scommette sulla ragione e firma per Sonzogno la collana Scienze per la vita, di cui è ideatrice e curatrice. In poco più di tre anni, nove titoli che rimarcano una questione fondamentale: di sapere accessibile c’è necessità.

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Il romanzo di un ghiacciaio: Gabriele Romagnoli, “Sogno bianco”

Vedere con gli occhi la fine di un luogo, mentre intorno ci si uccide di guerra, o di sfruttamento economico, o di incapacità di conservare ciò che ha valore – e che, una volta perduto, è perduto per sempre. Il nuovo romanzo di Gabriele Romagnoli attraversa cento anni e della montagna fa un racconto anti epico e per nulla banale: la frontiera di una bellezza ultima che, proprio per la sua lontananza, è esposta all’aggressione e allo stravolgimento. Tra la prima guerra mondiale, il boom economico, il progetto ambiziosissimo di una funivia in alta quota, un papa sciatore, si disegnano le coordinate di un domani nel quale il vuoto si fa feroce: un “Sogno bianco”.

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Giacomo Sartori: “Fisica delle separazioni”

Otto capitoli, otto movimenti, otto stazioni da cui guardare alla disgregazione di un rapporto importante, forte, epocale. L’attraversamento della fine, la sopravvivenza, l’analisi e la dissezione dei comportamenti intimi del protagonista, che si rivela in ogni atomo della propria fallibilità. La parola a un uomo in frantumi la dà Giacomo Sartori nel suo nuovo romanzo, pubblicato da Exorma.

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Raccontare il fantastico: un nuovo corso con Laura Pariani e Nicola Fantini

Camminano sul crinale dell’immaginario, per di più in salita, e con il vento contro delle mode letterarie che non si sono fatte tanto scrupolo, a occhio e croce da mezzo secolo, a metterle in un cantone.
Sono le scritture del fantastico: territorio di frontiera, mai rassicuranti, perennemente in bilico tra ciò che appare come reale e la convinta, segreta coscienza che non tutto quello che appare è, unidirezionalmente, vero.

A questo universo di riferimento si rivolge l’opera letteraria di Laura Pariani e di Nicola Fantini, autori che intrattengono – anche quando scrivono insieme – un singolarissimo rapporto di vicinanza con i mondi narrativi del possibile; così è in Nostra Signora degli Scorpioni, per esempio, come anche in Arrivederci, signor Čajkovskij : romanzi pervasi dall’inquietudine del tempo e dalla persistenza che le memorie antiche hanno calcato sui luoghi in cui le vicende sono narrate.

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Matteo Melchiorre, “Il duca”. La montagna alla prova del passato.

Che sia il mistero il terreno sul quale poggia le sue radici Il duca di Matteo Melchiorre, pubblicato da Einaudi, è fuori di dubbio.
Già l’allure ventilata dalla copertina è intrisa di elementi gotici, e molto dice di quello che sarà lo scheletro della storia: un uomo solo che si incammina di spalle in cima a una scalinata di una qualche antichità, un bosco inquieto, un’ombra aviforme in postura quasi ieratica, un orizzonte inghiottito dal niente e la schiena di una montagna che incombe da qualche parte.

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Cosa leggo a Natale?

La costruzione di un argine che rimette in moto vecchie inquietudini, la biografia di una creatura che ha sempre perso ma si è rifiutata di farsi dimenticare, un romanzo di fulmini che vengono seppelliti, un personaggio dalla parte sbagliata della Storia, il fantasma di un amore che decide di chiudere i conti con il passato. In cinque libri, la tradizionale, immancabile, sceltissima lista per il Natale.
Da regalare, o da regalarsi. Con un avvertimento. Mettetevi comodi: non vi molleranno fino all’ultima pagina.

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